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Terra promessa

LO SCENARIO

Il pianeta sotto i piedi

La proposta scenografica intende mettere l’attenzione sul punto di vista proprio della rappresentazione topografica e astronomica: lo zenit. Mantendo la nostra postura eretta, la visione “canonica” della realtà risulta parallela o frontale; nel senso zenitale, immaginiamo una rotazione di 90° in direzione nord del nostro punto di vista. La visione scenica diverrà così perpendicolare alla realtà: gli occhi dello spettatore si posizionano allo zenit e guardano la superficie terrestre dall’alto, sperimentando un punto di vista decisamente inconsueto. Questo studio viene applicato al complesso scenografico de 'La Terra Promessa' il cui oggetto centrale è il planisfero, disteso sul palcoscenico con l'intento di fare da fondale alla visione zenitale; l’impianto intende estrudere alcuni Stati presi in considerazione come espedienti narrativi, facendoli così divenire degli effettivi elementi funzionali (sedute, scrivanie o lampade).

Come potrebbe essere il planisfero tra pochi anni, considerando che il pianeta sarà naturalmente soggetto a cambiamenti repentini? Quali saranno i nuovi limiti di ogni Stato e le relative responsabilità? Ogni delimitazione politica ci offre l’opportunità di essere fruita in due modi:come elementi praticabili in una area scenica realmente calpestata, e come sfondo in dialogo con la visione contemporanea e simultanea di tre schermi. Le videocamere restituiscono tutto ciò che prospetticamente non è possibile vedere; l’inserimento della tecnica cinematografica, appartenente al teatro post-drammatico, offre la possibilità di stabilire connessioni interne o esterne, con modalità implicite o esplicite alla comunicazione; la simultaneità sostiene la scelta libera dello spettatore che deciderà di comporre la sua visione narrativa.

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