
Nella Setta
dal concept di Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni
Progetto scenico Nicoletta Robello
C’è un’Italia che esiste, ma non si vede. A raccontarla con “Nella Setta” (Fandango Libri, novembre 2018) sono stati Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni che, in un viaggio durato due anni lungo tutto il Paese, hanno incontrato decine di fuoriusciti per svelare gli abusi sessuali, economici e psicologici che si nascondono dietro le organizzazioni settarie italiane. L’inchiesta – che ha vinto numerosi premi quale il Premio Mattarella Giornalismo, il Premio Europeo Giornalismo Investigativo, il Premio Como Inchiesta e il Premio Fiumicino Legalità – oltre a suscitare un ampio dibattito, ha fatto aprire un’inchiesta dalla Polizia di Stato sulla misteriosa organizzazione Archeosofica e dato adito a due proposte di legge. Adesso i due autori insieme daranno voce, in forma teatrale, a una storia sommersa che coinvolge da vicino, secondo le stime della Squadra Anti-Sette, oltre 4 milioni di italiani.
Nella Setta” di Carmine Gazzanni e Flavia Piccinni., giunto alla seconda ristampa, è stato protagonista di decine di articoli e di trasmissioni televisive, al centro di svariate interrogazioni parlamentari, nonché motore di un'inchiesta aperta dalla Squadra Anti-Sette della Polizia di Stato sulla misteriosa organizzazione dell'Archeosofia che ha sede a Pistoia e diramazioni in tutta Italia.
Dal libro sono stati presentati nel febbraio 2019 due proposte di legge: la prima firmata da 8 deputati nel M5s capitanati da Stefania Ascari per l'istituzione di una commissione d'inchiesta parlamentare sul fenomeno settario, la seconda portata avanti da 7 parlamentari di Forza Italia guidati da Jole Santelli per l'introduzione del reato di manipolazione mentale e l'istituzione di un fondo per le vittime. I diritti cinematografici e televisivi sono stati venduti a Fandango.
Le storie
Il lavoro di inchiesta mette in evidenza un comportamento comune all'interno delle organizzazioni settarie che si declina attraverso l’iniziale love bombing, l’allontanamento dal cerchio consueto di amici e di famigliari, lo sfruttamento economico e psicologico dell’adepto. Storie vere, quelle raccolte nella lunga indagine, che fanno comprendere come un’organizzazione possa essere in molti termini equiparabile a un’altra rispetto all’effetto distruttivo nei confronti delle vittime. Maria Grazia, una vita dentro i Testimoni di Geova dopo una trasfusione di sangue che le ha salvato la vita è stata ostracizzata dal gruppo e rinnegata perfino dalle sue figlie, che da allora non le parlano più. Riccardo, elettricista fiorentino alla ricerca di una risposta spirituale alla vita su una rivista legge di Damanhur e sale in macchina per scoprire qualcosa di più. Approda in una vera e propria città-stato che si trova fra Ivrea e Torino costruita negli anni Settanta da Orberto Airaudi (noto come Falco). Una comunità in cui gli abitanti si battezzano con un nome di animale e di pianta, hanno una loro lingua e una moneta. Balzata alla cronaca per un abuso edilizio senza precedenti (per 16 anni gli adepti scavarono in gran segreto un tempio in una montagna, violandola per 8500 metri cubi), adesso Damanhur conta circa 1000 abitanti, che vivono in case-comune, si fregiano del matrimonio a tempo (i due “coniugi” decidono la durata che reputano adatta, e una volta arrivati a termine possono scegliere se salutarsi o prorogare l’impegno davanti agli altri abitanti), crescono i figli in comune, hanno imprese auto-gestite (dal centro medico alla produzione agricola) e credono nel dio Horus e nella selfica (antica arte medioevale magicamente recuperata da Falco).
Oltre ai desideri spirituali in gioco ci sono anche altri elementi. Come nel caso di Un Punto Macrobiotico (UPM), i cui membri vengono ridotti a scheletri dalle diete di Mauro Pianesi, sfruttati come schiavi e privati di ogni ricchezza. A parlare è Valentina, che si è avvicinata a Upm per una grave malattia per poi essere sfruttata, manipolata, abusata psicologicamente e sessualmente. All’interno dell’organizzazione Valentina ha perso tutto: soldi, ma anche l’amore poiché perfino la vita sentimentale (e addirittura quella sessuale) era regolata dal volere del santone – che bisognava costantemente ringraziare con lettere ad hoc (finalizzate, in realtà, ad una manipolazione sempre più profonda). Le regole di UPM sono chiare: vietato lavarsi troppo spesso, bere acqua (è consentito solo il the), ascoltare tv, musica o andare su internet. Fra i tanti obblighi quello, assoluto, di dedicare l’intero tempo disponibile al lavoro gratuito all’interno di Upm.
C’è poi la storia di Sergio che scappa dal Forteto, comunità nel Mugello dove per anni si sono perpetuati i più violenti, drammatici, abusi del nostro Paese (memorabile il “decalogo del forteto” dove i rapporti omosessuali erano sostenuti, considerando contro-natura quelli eterosessuali). Tutto, al Forteto, ruota intorno alla figura emblematica di Roberto Fiesoli, sorta di padre-padrone che domina tutti gli ospiti (i minori puntualmente abusati, ma anche gli uomini e le donne), costruendo delle coppie a tavolino per avere la possibilità di avere in affidamento minori che venivano tanto violati dal guru quanto messi a lavorare. Uno scenariorimasto nel silenzio più totale grazie a un avvolgente reticolo di potere. Sergio, finito appena 18enne negli anni Settanta all’interno della comunità con il sogno idealista di vivere in modo alternativo, ha attraversato tutte le fasi dell’organizzazione come uno dei “preferiti” di Fiesoli. Ha subito violenze, ha assistito a innominabili abusi. Poi, una notte, è salito in macchina ed è fuggito verso l’Olanda per salvarsi…
Tutte le organizzazioni settarie analizzate sono caratterizzate da modelli che si ripetono: una azione continuata che porta a modificare i comportamenti, a troncare i rapporti con amici e parenti, a smarrire letteralmente chi si è per annullarsi e, infine, divenire un adepto programmato in nome del guru.
Una perdita del sé drammatica, ma dalla forte carica empatica: chiunque, infatti, può entrare in una setta. Chiunque può – in un momento di debolezza come un divorzio, un lutto, la perdita del lavoro – cercare una mano amica, e stringerla a qualcuno di sbagliato. Qualcuno che ti tira a sé sussurrandoti parole d’affetto e in realtà capace di un abbraccio mortale.
Il passaggio alla scena
Le storie che si trovano nel libro sono una ispirazione importantissima e potrebbero da sole costituire il cuore e il senso dell'operazione. Noi crediamo però che l'incontro con il linguaggio dello spettacolo dal vivo possa indirizzarsi verso un gioco di interazione con il pubblico, a metà strada fra il game e gli spettacoli illusionistici. In fondo il tema è quello dell'autosuggestione, della ricerca di un senso esclusivo da dare alla propria vita, che si spinge fin nel profondo della Tana del Bianconiglio..
Il lavoro è nel pieno dello studio, e il gruppo è alla ricerca di un luogo di elaborazione dei temi in forma di residenza.
Gli autori
FLAVIA PICCINNI, ha pubblicato tre romanzi e un reportage sulla ’ndrangheta. Coordinatrice editoriale della casa editrice Atlantide, collabora con numerosi giornali. È autrice di documentari per Rai1 e Radio3 Rai. Con l’inchiesta “Bellissime” (Fandango, 2017) ha vinto il Premio Croce, il Premio Enea e il Premio Essere Donna. Il libro ha suggerito tre interrogazioni parlamentari e un DDL. È diventato anche un film documentario, prodotto da Fandango Film e da TIMVISION.
CARMINE GAZZANNI, giornalista professionista, scrive per La Notizia, Left, Donna Moderna e Linkiesta. In passato ha collaborato con Presa Diretta (Rai3), L'Espresso, Narcomafie. Dalle sue inchieste sono nate numerose interrogazioni parlamentari. È tra i vincitori del Premio Rampino 2018 e del Premio Di Donato.
NELLA SETTA, lo spettacolo
Drammaturgia Flavia Piccinni, Carmine Gazzanni
Regia Nicoletta Robello
Musiche originali Arturo Annecchino
Light designer Pietro Sperduti
Costumi Emanuela Dall’Aglio
NELLA SETTA - il docufilm
Quattro milioni di italiani fanno parte di una setta. Sono il vostro edicolante, la ragazza che vi prepara il cappuccino al bar la mattina, la signora simpatica che incontrate sull’autobus andando al lavoro o il vostro odiatissimo vicino. Sono persone inghiottite in quella zona grigia che s’annida al confine fra l’adesione a un nuovo culto e la manipolazione mentale. Abusi sessuali ed economici, violenze fisiche, vite distrutte e piccoli imperi sono colonne portanti di questo chimerico, misterioso universo.
Nel nostro Paese, infatti, prosperano più di 500 organizzazioni settarie, che si annidano tanto nei grandi centri, quanto nei piccoli paesi. Con materiale d’archivio e materiale ricostruito, “Nella Setta” guiderà lo spettatore nel misterioso e sconosciuto mondo dell’occulto italiano. Cinque storie per altrettante sette che raccontano di guru e di routine settaria, che analizzano le sfaccettature di un culto distruttivo e dei perversi meccanismi che dietro si nascondono. Abusi sessuali, psicologici, fisici, economici e sessuali metteranno insieme un affresco inedito di cosa si muove di nascosto nel nostro Paese. Di quell’Italia che esiste, ma non si vede.
Il documentario, inoltre, viaggerà parallelamente alla realizzazione di uno spettacolo teatrale focalizzato sui vissuti, sui sentimenti, sull’umanità delle persone fuoriuscite dalle organizzazioni settarie.
Questo nasce anche dalla volontà di sopperire alla scarsa esposizione mediatica di un fenomeno che coinvolge quattro milioni di italiani.
Il video sarà concepito in stile documentaristico, senza mai rinunciare a un registro lirico e poetico, che possa far emergere le debolezze dietro questo sconvolgente mondo.
Focus Point:
- Un documentario incentrato sull’occulto italiano che non è mai stato indagato prima.
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- Testimonianze inedite e materiale mai visto prima.
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- Ricostruzione fedele di mondi oscuri e segreti.
NELLA SETTA, il docufilm cast
Sceneggiatura Flavia Piccinni, Carmine Gazzanni, Nicoletta Robello
Video maker Raffaele Cappelli
Montaggio e finalizzazione Gian Marco Mori
Musiche originali Arturo Annecchino
Voce narrante Marco Brinzi
Producer Elina Pellegrini