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Terra promessa

SINOSSI

L’azione si svolge presso la sede dell’Onu, in un futuro indefinito (quanto lontano dipende solo da noi), nel quale i poli si sono ormai sciolti e le acque hanno già sommerso Venezia, l’Olanda e il Bangladesh. Il profondo cambiamento climatico e morfologico del mondo ha spostato gli equilibri politici mondiali; il Canada, contando su nuove acque navigabili, è diventato una potenza internazionale mentre Israele e la Palestina hanno finalmente fatto la pace.

Fra gli stati che rischiano di scomparire sott’acqua c’è la Repubblica di Malvati, un immaginario arcipelago composto da venti isole, diciannove delle quali sono già finite sotto'acqua. Resiste al mare solo la Capitale Bucaca, dove i 30.000 cittadini della Repubblica si sono rifugiati.


Per salvare la sua gente dalla catastrofe e riuscire a sopravvivere, il presidente Vincent Shawen, assieme alla Segretaria di Stato e figlia Christine Shawen, ed il Ministro degli Affari Esteri, Kavi Altaff (terzetto di interpreti che rimanda, nella rinnovata ricerca di una terra promessa, a quello biblico di Saul, Micol e David) si rivolge ai delegati delle varie Nazioni, chiedendo loro un territorio nel quale trasferire la popolazione salvandola dall'acqua. I colloqui diplomatici sono deludenti, ed  offrono l'occasione a Clua di una indagine farsesca sui luoghi comuni che caratterizzano le nazioni del mondo.

La situazione precipita e Vincent minaccia di lanciarsi dal tetto delle Nazioni Unite. A salvarlo interverrà il delegato degli Stati Uniti, una Nazione divenuta integralista, chiusa in se stessa e devota ad un cattolicesimo estremo, ma l’accordo non andrà a buon fine.

Sarà Christine, interrogandosi sulle ragioni che spingono gli Stati a negare il proprio aiuto ad altri esseri umani in pericolo di vita, a suggellare questa storia, trasportandone l’epilogo in un futuro in cui l'umanità sarà costretta ad abbandonare la Terra alla ricerca di un nuovo pianeta.

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