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Il teatro e il principio di “serialità”

Più volte si è tentato di utilizzare il principio della serialità nel teatro, individuando in essa una utilissima arma per conquistare l’attenzione dello spettatore, che segue le vicende partendo da uno storico, spesso emotivo, che lo lega al racconto e provoca in lui il potente desiderio di vedere come la storia proseguirà ed andrà a finire.

Per tradurre questo principio in teatro, abbiamo pensato di intervenire nei meccanismi di percezione, utilizzando per far ciò degli strumenti molto “intimi” e personali, attraverso i quali raggiungere gli spettatori nel loro privato, come farebbe un libro o una lettera personale, o appunto un film. Se è vero che il principio di serialità si basa sulla frequentazione, che amplifica il desiderio di sapere come la storia andrà a finire abbiamo deciso di fare “frequentare” i personaggi al pubblico.  Come?

Con i mezzi utilizzati quotidianamente per tenerci in contatto: i device.

Saranno messaggi sul cellulare, l’invio di immagini e di foto, le email, iil segnale dell’arrivo di un whatsapp a scandire, in un programma di condivisione, le storie dei 4 protagonisti vittime di una girandola amorosa e impegnati in sei mesi di viaggi, soggiorni e ritorni. Saranno loro stessi a tenere la “corrispondenza di amorosi sensi” con il pubblico, scrivendo pensieri, postando tramonti, chiedendo consigli, condividendo allegrie e sospiri tra una commedia e l’altra.

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